Nutrimento per le api, nutrimento per l’uomo: il miele


C’è un alimento che accomuna l’uomo e le api: il miele. Sì, perché il miele, è prodotto dalle api per il proprio autoconsumo e l’uomo, ha iniziato a cibarsene fin dall’antichità. A dire il vero il miele è nutrimento per le api da sempre, fin dal tempo dei dinosauri, mentre è dai tempi dell’uomo delle caverne che l’uomo ha iniziato a gustare questo alimento. I primi “allevamenti”, ovvero le prime arnie rudimentali per la produzione del miele, si registrano ai tempi dell’Antico Egitto.

 

Ma come fanno le api a fare il miele?

Probabilmente chi di voi ha avuto l’occasione di guardare l’Ape Maia, forse avrà le idee in parte più chiare sulle api e sulla loro attività quotidiana. Vero è che quando abbiamo visto quel cartoon, non eravamo così attenti a certi particolari… Forse ci siamo soffermati più sulle avventure di Maia e i suoi amici, che sui comportamenti delle piccoli api operose.

Le vediamo in primavera, dopo che hanno terminato il loro riposo invernale, quando ripartono le fioriture e le temperature si sono fatte più miti. Si affaccendano a volare di fiore in fiore per raccogliere il nettare, la sostanza a base zuccherina situata all’interno del “calice” dei fiori.

Il nettare viene aspirato con una sorta di “cannuccia”, chiamata ligula, posta sulla sommità della bocca dell’ape.

 

Immagine di Waugsberg

Oltre al nettare dei fiori, le nostre amiche api si nutrono anche della melata. Questa è un’altra sostanza zuccherina prodotta da afidi e altri insetti che si nutrono della linfa delle piante.

Dopo aver letteralmente succhiato il nettare o la melata, nel tragitto che l’ape percorre dal fiore all’alveare, trattiene nella bocca queste sostanze. E’ qui, nella borsa melaria, mediante la secrezione di enzimi, che l’ape effettua la prima trasformazione del nettare.

Rientrata nell’alveare l’ape rigurgita il contenuto della borsa melaria e lo passa alle altre api, le quali rilasciano ulteriori enzimi ed infine lo immagazzinano nelle celle.

All’interno delle celle non finisce esclusivamente il nettare, trasportato dalle api “bottinatrici”, ma anche il polline dei fiori. Il polline rimane intrappolato nella peluria del dorso delle api e finisce per essere anch’esso trasformato. Come? Le api pulendosi il dorso con le zampette, riescono a fare delle piccole pallottole di polline e, mischiandolo al nettare, ormai diventato miele, lo depositano nelle celle del proprio alveare.

 

Il miele è già pronto?

Ancora no. Il miele può dirsi pronto quando le api hanno opercolato, ovvero hanno chiuso le cellette con la cera. Questo significa che il miele ha raggiunto l’umidità e consistenza giusta.

Nelle cellette al chiuso, nel tepore dell’alveare, il miele può conservarsi come nutrimento per le api. Se c’è miele in abbondanza, potrà essere nutrimento anche per gli uomini.

 

Come gustarlo?

Il miele è buono così al naturale, come se lo gustano le api, oppure possiamo usarlo per addolcire delle profumate tisane o del thè. Possiamo anche utilizzarlo, al posto dello zucchero, per preparare dolci e biscotti.

 

ECCO COME SPIEGARLO AI AI VOSTRI BAMBINI!

Ai vostri figli potete spiegarlo scaricando questa Infografica.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *