I giorni della merla


Mi capita spesso di vedere merli nel giardino della mia casa o nei parchi pubblici. A volte li guardo distrattamente, a volte è un’occasione per catturare l’interesse di mio figlio, da sempre appassionato di animali.

Non so se capita anche a voi, ma se un merlo zampetta nel mia giardino negli ultimi giorni di gennaio, magari con le piume tremolanti perchè sferzate dal vento, mi soffermo ad osservarlo e ho la forte impressione, che il merlo sia lì per ricordarmi che siamo vicini ai “giorni della merla“.

Sì proprio quelli, che tutti rammentiamo, ma non proprio tutti ne conosciamo l’origine di questo detto. Lo ammetto io stessa, la prima volta che mio figlio ha sentito parlare dei giorni della merla, ho dovuto correre ai ripari e cercare velocemente una risposta alla sua fervente curiosità.

Le leggende sul perchè vengono detti “i giorni della merla” sono molte, ovviamente tutte hanno come protagonista una merla.

Ne racconterò una, quella che ho raccontato a mio figlio, affascinato dalla possibile esistenza di una merla dalla piume bianche e candide come la neve.

 

La leggenda dei giorni della merla

Una merla dal bellissimo piumaggio bianco, era sempre strapazzata dal freddo e scuro gennaio, il quale non aspettava altro che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per scatenare freddo e gelo. Stufa delle continue persecuzioni, la merla fece provviste sufficienti per un mese intero e si rinchiuse nel suo nido.

 

Merlo bianco

Foto di: Franco Visintainer- Wikimedia

 

Rimase lì, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che all’epoca durava ventotto giorni. Giunti all’ultimo giorno del mese, la merla, credendo di aver ingannato il perfido gennaio, uscì fuori dal nido e iniziò a cantare per prenderlo in giro. Gennaio, furioso, si arrabbiò talmente tanto che chiese tre giorni in prestito a febbraio e scatenò bufere di neve, vento, gelo, pioggia.

La merla si nascose allora in un camino e vi restò ben nascosta aspettando che la bufera passasse. Trascorsi i tre giorni e finita la bufera, la merla uscì dal camino, ma a causa della fuliggine, il suo bel piumaggio candido si era tutto annerito. Da quel giorno la merla rimase con le piume nere ed è questo il motivo per cui i merli nascono di coloro scuro.

 

Merli sopra un ramo

 

LEGGENDA e REALTà

Le leggende sono sempre affascinanti perchè sono un intrigante miscela di verità e fantasia. In effetti nel calendario romano il mese di gennaio durava solo ventinove giorni (ma il mese di febbraio nello stesso calendario, non è mai durato 30 giorni!), ma sicuramente non è questo il motivo per cui i merli nascono con le piume nere. Esistono ancora i merli dal piumaggio bianco, sono solo meno comuni dei merli che ci capita di vedere nelle zone di città o di aperta campagna.

Lascerei decidere ai metereologi, anche qui non so quanto sia leggenda, quanto sia veritò, ma si dice che se nei giorni della merla fa molto freddo, la prossima primavera risulterà mite; diversamente se le temperature sono più “calde” per la media del periodo, la primavera farà capolino in ritardo.

L’importante è che i merli, bianchi o neri che siano, continuino a farsi vedere nelle nostre campagne e nelle nostre città.

 

 

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